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Regole per la IPTV

Un sito, una lunga e chiara spiegazione del problema, e un appello a regoleperiptv.it:
I promotori di questo appello sono infatti a favore dell’IPTV ma vogliono che tale servizio si svolga in un contesto regolato secondo i principi del diritto comunitario, così come la proposta di provvedimento dell’Autorità delle Comunicazioni fa per le altre modalità di diffusione radiotelevisiva.
Tali principi prevedono, in sostanza, che i contenuti seguano regole specifiche per i contenuti, derivate dalle regole della televisione, mentre le reti seguono le regole della comunicazione elettronica, volte a creare un quadro interconnesso, interoperabile, non discriminatorio e concorrenziale.
Perché quanto appena descritto avvenga è importante che venga messa a punto la riforma della c.d. Direttiva “TV senza frontiere” (Direttiva 89/552/CEE, modificata dalla Direttiva 97/36/CE). Le regole della televisione attuali sono infatti del 1989 e quindi “precedenti” alla diffusione di Internet, non prevedono fenomeni come i contenuti digitali, l’IPTV, il timeshifting ed attendono l’approvazione di una importante riforma che coordinerebbe le regole delle reti con quelle dei contenuti per tutelare il consumatore e che porta il nome di “Audiovisual Media Services Directive”.
Il regolatore, comunitario e nazionale, non si deve allora “tirare indietro” in questo cruciale momento ripetendo quanto già accaduto in passato in Italia con le frequenze analogiche, lasciate alla mercè del mercato prima che le relative regole e il piano frequenze fossero a punto.
Una volta infatti che un servizio prende forma e si diffonde presso l’utenza è molto complesso passare ad un sistema che prevede una pluralità di gestori in regime di interoperabilità - come dimostra il notevole sforzo regolamentare necessario per realizzare l’unbundling del local loop - e si perdono anni preziosi in termini di innovazione e competitività.
Infine, si sottolinea come la normativa sul decoder unico in Italia sia stata abrogata dal D.Lgs. 177/2005 (Testo Unico Radiotelevisione, art. 54) senza un momento di contraddittorio con gli stakeholders. Il ripristino di un adeguato contesto normativo in materia di decoder unico, opportunamente aggiornato ai nuovi scenari tecnologici, sarebbe un prezioso elemento per consentire la piena attuazione dei principi comunitari e nazionali in materia di interoperabilità e televisione digitale. (via SAVE THE INTERNET !
SALVIAMO INTERNET !)



