22nd
Preserving a Free and Open Internet
Full Text (Prepared Remarks) of FCC Chairman’s Speech Today re Net Neutrality (OpenInternet.gov)
La coalizione americana Save The Internet!, che rappresenta gia' milioni di cittadini americani, si basa sulla convinzione che Internet e' un motore cruciale per la crescita economica e per la libera circolazione delle idee. L'obiettivo di quella coalizione e' di fare pressioni sul Congresso americano affinche' preservi la Network Neutrality, da considerare come il Primo Emendamento di Internet, e cioe' assicurando che Internet rimanga aperta alle nuove idee, all'innovazione e al progresso.
SaveTheInternet.it intende ovviamente unirsi all'iniziativa americana e adoperarsi anche in Italia, con l'obiettivo di promuovere una maggiore sensibilita' in rete sulla criticita' della Neutralita' della Rete, e anche una maggiore consapevolezza da parte della politica e delle istituzioni nazionali affinche' si attivino con ogni mezzo utile per preservare la natura libera e facilmente accessibile di Internet, come straordinario motore economico e strumento di democrazia.
SaveTheInternet.it e' aperta a chiunque abbia a cuore Internet e desideri che possa svilupparsi sulla base delle stesse premesse che oggi sono minacciate. In Italia come negli USA, le adesioni possono venire da persone, semplici utenti e professionisti, con qualunque esperienza e opinioni alle spalle. A tutti SaveTheInternet promette un'occasione di approfondimento e di aggregazione, e la soddisfazione di essere "parte attiva" di Internet.
SaveTheInternet.it nasce per iniziativa volontaristca, e prevede un percorso di crescita progressiva: il primo obiettivo e' stato raggiunto (settembre 2007) con la "comparsa" online attraverso questo tumblelog, ovvero un aggregazione di contributi su questo tema. Se vuoi commentare, spostati sulla fonte originale.




Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessun tipo di periodicità predefinita. Pertanto, non può essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; alcuni post sono effetto di reblogging; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo alla redazione.
Full Text (Prepared Remarks) of FCC Chairman’s Speech Today re Net Neutrality (OpenInternet.gov)
Molti Stati, anche europei, hanno piani analoghi per la lotta al digital divide, ma gli Usa anche in questo caso fanno avanguardia. Il piano americano, infatti, è il primo a contenere una clausola particolare: gli operatori che amplieranno la propria copertura banda larga grazie al finanziamento pubblico saranno obbligati a rispettare la neutralità della rete. Non potranno quindi avvantaggiare alcune applicazioni a danno di altre, per esempio rendere più veloce la propria tv via Internet e rallentare YouTube.
clipped from fub.it
Incontro con Kenneth CarterSeminario BordoniMaggio 2009Sono disponibili in questa pagina audio, video e slide del XVII Seminario Bordoni.
E. Manca (Fondazione Ugo Bordoni): Audio Video
V. Zeno Zencovich (Fondazione Ugo Bordoni): Audio Video
K. Carter (Columbia University, New York): Audio Video Video in English Slide
S. Quintarelli (NNSquad Italia): Audio Video Slide
F. Menaglia (Fondazione Ugo Bordoni): Audio Video Slide
V. Trecordi (Comitato Scientifico FUB): Audio Video Slide
Tavola Rotonda: “Sviluppo di Internet e sostenibilità dell’infrastruttura di rete”
M. Listanti (Università “La Sapienza”): Audio Video
P. Di Domenico (Vodafone): Audio Video
A. Lombardi (Tre): Audio Video
S. Nocentini (Telecom): Audio Video
R. Scrivo (Fastweb): Audio Video
E. Prosperetti (ISIMM - Studio Prosperetti Associati): Audio Video
clipped from www.repubblica.it
A metà del mese di aprile, T-Mobile, la grande azienda di telefonia cellulare tedesca, una delle prime al mondo, ha comunicato ai suoi utenti che l’utilizzazione di Skype per chiamate in “voice over IP” dal cellulare sarà fortemente limitato.
Ecco, la direttiva Telecoms package promette di produrre effetti simili a questo e su un ampio arco di servizi. Perché alcuni emendamenti daranno ai gestori telefonici il potere di modificare le condizioni nelle quali usiamo le applicazioni più comuni. Così Guido Scorza, giurista e presidente dell’istituto per le politiche dell’Innovazione, uno degli organismi firmatari della lettera: “Bisogna immaginare il gestore di un autostrada che a un certo punto decida di incolonnare tutte le auto gialle su un casello e tutte quelle rosse su un altro. E che decida di far andare le auto gialle al doppio della velocità di quelle rosse. O di dare la precedenza a quelle che portano il suo marchio, quello del gestore, perché sono le ‘sue’ auto”.
[…]
Fuor di metafora, Scorza intende dire che l’accesso a Facebook, per fare un esempio, potrebbe essere reso relativamente più lento rispetto a quello di un film che viene venduto dallo stesso fornitore di accesso. Oppure questi potrebbe porre limiti quantitativi all’uso di servizi non collegati alla propria offerta o ritenuti marginali. O ancora: che una volta violata la parità tra tutti i diversi servizi, potrebbero esserci offerte commerciali tese a risolvere il problema creato dallo stesso comportamente del provider: dammi 2 euro per avere Facebook più veloce oppure “più collegamento” a Facebook. E il bello è che sarebbe tutto legale.
“Se la direttiva passa - aggiunge Scorza - il diritto ad accedere ad ogni genere di informazione, il diritto ad utilizzare qualsivoglia tipo di applicazione attraverso la Rete che i ‘netizen’ hanno sin qui ritenuto di avere nonostante frequenti violazioni da parte di taluni ISP verrà limitato ‘per legge’. A quel punto che il provider ‘scelga’ cosa far vedere, leggere e sapere ai suoi utenti non costituirà più un aspetto patologico ma la regola, un po’ come avveniva ieri nell’era della vecchia e cara TV, nella quale pochi padroni dell’etere decidevano chi ci teneva compagnia a pranzo, con chi avremmo dovuto cenare e dinanzi a quale salotto ed ascoltando quali idee avremmo dovuto addormentarci. Si tratterebbe solo di ‘variazioni dell’offerta commerciale’: meno informazione e più intrattenimento o, magari, meno politica e più gossip.”
Fin qui Scorza. Che tutto ciò rappresenti una palese infrazione di quella sorta di “par condicio” dell’accesso internet, che va sotto il nome “neutralità della rete”, sembra ai firmatari della lettera fuori discussione. E sembra anche foriero di ulteriori gravi violazioni.
clipped from www.assoprovider.it
Dear Members of the European Parliament,
We wish to express our deepest concerns about the future of the Internet in Europe with regard to the latest amendments to the Telecoms Package, which is at this time in the final phase of its Second Reading stage. Several harmful amendments to the Telecoms Package have been adopted on March 31st, in the IMCO Committee of the European Parliament. Most of these amendments weaken or render void any protection to consumers, allow practices which are detrimental to the fundamental rights of the citizens and give wide and discretionary powers to telecommunication companies.
[…]
clipped from www.webnews.it
L’articolo 1 si conclude con un vero e proprio manifesto che va oltre i semplici scopi normativi in quanto esprime un indirizzo, una filosofia ed un alternativo approccio al problema: «Lo Stato italiano riconosce l’importanza del superamento del divario digitale, in particolare nelle aree depresse, per la libera diffusione della conoscenza, l’accesso pieno e aperto alle fonti di informazione e agli strumenti di produzione del sapere. In proposito, promuove a livello internazionale una “Carta dei Diritti” volta a garantire l’accesso universale degli uomini e delle donne del pianeta alla rete Internet senza alcuna discriminazione o forma di censura e, d’intesa con le regioni e le autonomie locali, individua forme di sostegno al Fondo di Solidarietà Digitale per lo sviluppo della società dell?informazione e della conoscenza nel sud del mondo».
(via)
clipped from http://www.amointernet.it di David Orban
Internet è così. Non è una cosa per smanettoni. Non è una passione, un po’ perversa, di cui vergognarsi con ‘i normali’ e da condividere solo con quelli che hanno la tua stessa malattia. È uno strumento talmente vasto e vario da offrire fondamento ad innumerevoli attività creative, sociali, imprenditoriali e personali. Quando te ne accorgi, indipendentemente dal fatto che questo avvenga quando sei giovanissimo oppure di mezza età, e ti rendi conto delle libertà a cui ti puoi affacciare, assieme ad altre persone, letteralmente di tutto il mondo, ci sono poche cose che danno questa sensazione di nuove possibilità…
…E quando pare che ci siano persone che non solo non vedono questa libertà e queste possibilità, non vedono la potenza che gestita con responsabilità permette di creare mondi meravigliosi, ma addirittura vogliono assicurarsi che tu non possa goderne più. Che tu e tutti quelli con cui hai sviluppato le cose che ti hanno permesso di affacciarti al mondo non sia in grado di gestirlo autonomamente e con buon senso. Che le regole del mondo non siano sufficienti, ma ce ne vogliano di nuove, inventate ad-hoc, non importa quanto goffe, non importa quanto insensate, ridicole, fuori tempo, controproducenti. Quando i tentativi per il controllo si moltiplicano, arrivano a raffica, senza soluzione di continuità e senza che tutti i tentativi di educazione e di risveglio costruttivo che hai fatto abbiano sortito alcun effetto…
…Allora capita che ti scatta l’orgoglio. “Non sono una persona passiva! Non sono qualcuno a cui si può togliere una parte fondamentale del futuro!” E guardandoti intorno ti accorgi che ci sono altre persone come te, preoccupate, molto, molto scosse da questo atteggiamento e dalla apparente impossibilità di rompere gli schemi esistenti. Superare le divisioni politiche, gli impegni quotidiani, per organizzarsi e dire la propria, facendosi ascoltare.
clipped from www.circleid.com
Good morning and welcome. My name is Richard Bennett and I’m a network engineer. I’ve built networking products for 30 years and contributed to a dozen networking standards, including Ethernet and Wi-Fi. I was one of the witnesses at the FCC hearing at Harvard, and I wrote one of the dueling Op-Ed’s on net neutrality that ran in the Mercury News the day of the Stanford hearing.
I’m opposed to net neutrality regulations because they foreclose some engineering options that we’re going to need for the Internet to become the one true general-purpose network that links all of us to each other, connects all our devices to all our information, and makes the world a better place. Let me explain.
The neutrality framework doesn’t mesh with technical reality: The Internet is too neutral in some places, and not neutral enough in others.
The IP suite is good for transferring short files, and for doing things that are similar to short file transfers. It’s less good for handling phone calls, video-conferencing, and moving really large files. And it’s especially bad at doing a lot of different kinds of things at the same time.
This problem is not going to be solved simply by adding bandwidth to the network, any more than the problem of slow web page loading was solved that way in the late 90’s or the Internet meltdown problem disappeared spontaneously in the 80’s. What we need to do is engineer a better interface between P2P and the Internet, such that each can share information with the other to find the best way to copy desired content.
[…] some people believe that the Internet’s core protocols have reached such a refined level of perfection that we don’t need to improve them any more.
I know that’s not true. The Internet has some real problems today, such as address exhaustion, the transition to IPv6, support for mobile devices and popular video content, and the financing of capacity increases. Network neutrality isn’t one of them.
Avrei potuto intitolare questo post semplicemente dicendo che il Parlamento Europeo ha detto NO alla soluzione Sarkozy - Oliviennes per…
Una volta le tlc vedevano bene qualunque uso della rete perché motivava gli abbonamenti; quelli del copyright potevano protestare ma non trovavano…
Traggo spunto da questo post di Gigi, per dire due cose sull’informazione su internet, oggi in Italia.
@gigi: “In questi giorni i blogger “influenti”, stanno attaccando in massa la carta stampata e la tv perchè denigrano la rete.”
E fanno bene! Non si deve dipengere iternet come un’utopia (anche se rimane il luogo delle sperimentazioni e dove si puo’ realizzare cio’ che e’ impensabile nel “reale”). Ma certamente NON e’ giusto dipingerlo in modo parziale e tendenzioso, cosi’ come qualunque…
Sul Sole 24 ore di oggi
Di virtuale per ora c’è soprattutto l’apertura del mercato. L’Authority per le comunicazioni ha deciso di esaminare da vicino il settore appena nato dei gestori “virtuali” di telefonia mobile…Secondo l’Authority, le condizioni commerciali che i gestori infrastrutturati concedono ai nuovi operatori non garantirebbero un adeguato aumento della concorrenza nel mercato convergente fisso-mobile.
Come ormai avete letto nei miei post delle ultime settimane, il problema…

Leggo su Svaroschi che negli USA, l’agenda ai politici la fissa direttamente la Rete.
Infatti, dall’iniziativa di un professore di fisica, David Colarusso, e da TechPresident e’ nato 10Questions, un sito che raccoglie i video con le domande ai candidati e permette agli stessi utenti di votarle. Nella seconda fase del progetto le domande più votate verranno girate ai candidati che potranno rispondere in video, venendo votati a loro volta.
Gia’ questo merita attenzione e…
Ero fuori in trasferta, e la sera sono andato al ristorante. Potevo scegliere tra due, entrambi a portata di mano: uno sofisticato nel servizio e nella cucina (prezzo probabilmente sopra i 50 euro); l’altro una trattoria, ambiente casereccio e sapori genuini (spesa prevista 20/30 euro).
Ho scelto la trattoria, in generale mi piace l’atmosfera, e poi non avevo tempo ne’ voglia di piatti particolari. Entro, mi accomodo al tavolo, apro il menu. Con grande sorpresa, trovo scritto: “non serviamo…